Intervento in Consiglio Comunale sul Bilancio

Mercoledì 21 dicembre 2016

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  • Roberta Li Calzi

Intervento in Consiglio Comunale sul Bilancio

Grazie. Gentili colleghi questo mandato ha inaugurato un importante cambio di passo rispetto alle politiche di pari opportunità e di nuovi diritti civili. Per curare l'effettiva parità dei cittadini all'istituzione di un Assessorato dedicato ha fatto seguito, come ha spiegato l'Assessore Zaccaria durante le sedute della Commissione parità e pari opportunità, la recente riorganizzazione che ha comportato la creazione di un'unità intermedia specificamente dedicata alle nuove deleghe, nata dall'accorpamento delle unità pari opportunità e cooperazione diritti umani. La nuova delega sui diritti dei nuovi cittadini e il riassetto complessivo hanno comportato la trasformazione di alcuni progetti in servizi veri e propri, come per "Oltre la strada". Se è vero che il bilancio di previsione 2017/2019, oltre a somme per progetti specifici destina la cooperazione e sviluppo 19 mila euro e alle pari opportunità 10 mila euro, l'Assessore Zaccaria si è già detta impegnata a trovare diverse formule per poter progettare altro, confidando di integrare il bilancio con ulteriori possibilità di progettazione, come il finanziamento della Regione Emila Romagna sul piano anti-violenza, si tratta infatti di attività e cifre non ancora definibili, legate a progetti da mettere in campo. Ma c'è già un primo finanziamento regionale, da 44 mila euro, non inserito in bilancio perché appena corrisposto, destinato ad azioni di formazione ovvero un modulo formativo multi-tematico che coinvolgerà diverse associazioni metropolitane.  Sulla trasversalità del lavoro dell'Assessore faccio osservare che gli ambiti abbracciati dalle competenze conferite sono anche non scontate, come l'urbanistica, si sta tentando infatti di introdurre l'ottica di genere anche nella progettazione degli spazi, per cui l'Assessore assicura che saranno attivate varie sinergie con gli altri componenti della Giunta, per stimolare ed avere un'attenzione ai diritti, perché quando si parla di diritti si parla di diritti in senso ampio e a tutto tondo. A parte c'è il capitolo del patto per la giustizia, iniziativa dell'Amministrazione e di altri soggetti per garantire ai cittadini un migliore accesso ai servizi della giustizia, che prevede una serie di progetti, in parte già in corso e finanziati in bilancio con 70 mila euro per il 2017, finanziamento proveniente da fonti esterne, e in gran parte deputato a gestire cambi di procedure da attivare in via telematica, per esempio un trattamento sanitario obbligatorio, TSO telematico senza carta, altri esempi le procedure di volontaria giurisdizione. Bene anche la prevista partecipazione all'elaborazione del bilancio di genere avviata nel 2015, che l'unità intermedia pari opportunità porterà avanti in collaborazione con l'area programmazione e le associazioni del territorio coinvolte.  Molto importante poi quanto previsto dalla linea programmatica di mandato. La città delle persone, Bologna città dei diritti è tradotto nel programma nuovi diritti e politiche delle differenze. Il programma è articolato nel progetto "Nuove cittadine e nuovi cittadini di origine straniera", che si rivolge ai quasi 58 mila 900 residenti stranieri nel comune di Bologna, di cui il 42 percento europei, il 36 percento asiatici. Obiettivo del progetto è monitorare i livelli di partecipazione e fruizione dei servizi, e di conseguenza di raccogliere indicatori sul benessere e sull'integrazione socio - culturale delle nuove cittadine e dei nuovi cittadini di origine straniera. Il quadro di riferimento è dato dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, nonché dalla Carta Europea per l'uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale del 2006, che invita gli enti territoriali a utilizzare i propri poteri e i poteri partenariati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne e degli uomini per contrastare il persistere e il riprodursi delle disparità e per promuovere una società veramente equa. Questo anche in relazione a target specifici, come ad esempio le residenze di nazionalità straniera e le donne che hanno appena acquisito la cittadinanza italiana, oppure i migranti e le nuove cittadine e i nuovi cittadini LGBT.  Secondo le linee programmatiche di mandato 2016/2021 l'Amministrazione comunale è impegnata per le pari opportunità, la tutela dei diritti fondamentali e il contrasto ad ogni forma di discriminazione, anche attraverso l'integrazione di valori con quelli dell'educazione alla cittadinanza globale, della cooperazione e della promozione dello sviluppo sostenibile. Il quadro delle risorse disponibili vedrà l'Amministrazione proporsi con un ruolo di regia che cerca di valorizzare le esperienze presenti nella comunità. Tante le realtà e le associazioni che stiamo incontrando con la VII Commissione consiliare, che chiedono questo al Comune, chiedono di poter interloquire con chi organizza i servizi, di potersi confrontare, di poter portare il proprio contributo maturato sul campo. In molti ci riconoscono il buon avvio di mandato per questo più convinto approccio che pone l'accento degli interventi sui diritti umani, sulle pari opportunità e la valorizzazione delle differenze. Bene quindi l'orientamento alla promozione di una maggiore equità sociale e ad un modello di sviluppo inclusivo. Lo chiede l'Europa ma non solo, perché rispettare, garantire e promuovere i diritti umani, le pari opportunità e valorizzare le differenze è un atto dovuto da tempo alle nostre concittadine e ai nostri cittadini. È tempo di continuare, di passare ad azioni ancora più concrete che si consolidino nella pratica delle cittadine e dei cittadini bolognesi, mi riferisco all'accesso ai servizi, alla definizione dei processi partecipati, al sostegno alle persone e alle reti di attori locali. Ne è esempio la promozione del diritto di partecipazione all'attività sportiva dei residenti stranieri, non privo di problemi burocratici come è emerso anche da un'udienza conoscitiva recente. Nell'ambito dell'accesso ai servizi convincono le attività intraprese a contrasto delle discriminazioni e per affermare il dritto ad un equo trattamento. In particolare il Comune è partner del progetto "React-ER rete antidiscriminazione territoriale Emilia-Romagna", con l'obiettivo di prevenire e rimuovere eventuali discriminazioni istituzionali nei settori dell'accesso e della fruizione dei pubblici servizi erogati dai comuni in materia di prestazioni sociali, accesso alla casa e pluralismo religioso nello spazio pubblico.  Il Comune coordina inoltre il progetto europeo "AMITIE CODE", che prevede, tra gli obiettivi specifici, un corso di alta formazione rivolto a 33 funzionari o operatori di comune, azienda U.S.L. ASP e Regione sull'adozione di un approccio basato sui diritti umani nell'erogazione dei servizi. Il progetto prevede azioni di sensibilizzazione rivolti a insegnanti di scuola secondaria superiore, la realizzazione di una web serie sulle immigrazioni e lo sviluppo dei diritti umani, un concorso internazionale giovanile. Il progetto europeo "Polis" di cui il Comune è partner in rappresentanza di “Eccar - Coalizione Europea delle Città contro il Razzismo”, prevede inoltre la realizzazione di un manuale di definizione ed implementazione di politiche anti-discriminatorie a livello locale. Salutiamo poi con favore che l'impegno dell'Amministrazione si rivolga anche al proprio interno rispetto al personale dipendente, a partire dal 2017 saranno implementate e monitorate infatti le azioni e gli interventi del piano di miglioramento costruito a seguito di un percorso avviato nel precedente mandato sul benessere organizzativo. Alcune delle azioni del piano potranno, in alcuni casi, sovrapporsi ed integrare il Piano delle Azioni Positive 2015/2017, PAP, elaborato in accordo con il CUG, il Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni e contribuire così alla costruzione del PAP del triennio successivo. Sono previste infatti azioni di diversi T-management con l'obiettivo di valorizzare le differenze di cui ogni individuo è portatore all'interno dell'organizzazione. Avanti così quindi, bene la definizione di un Assessorato dedicato, bene la collaborazione con la VII Commissione incrociata con tutte le altre commissioni, che sta producendo un lavoro positivo.  Il tema dei diritti, proprio perché è ampio, è strettamente connesso ad un altro tema che mi sta a cuore e che voglio approfondire, ci tengo, quello dello sport. Lo sport sarà infatti sempre più uno dei fattori chiave per la caratterizzazione e la promozione di Bologna sul panorama nazionale ed internazionale, facendo leva sui valori che esso rappresenta, sulle emozioni che suscita e sul sistema di relazioni che è in grado di attivare, lo sport può infatti diventare a tutti gli effetti un elemento identitario e coesivi o per un intero territorio, un veicolo efficace nell'esaltare e diffondere le eccellenze turistiche, le tipicità geografiche e le caratteristiche più autentiche e valide del sistema sociale, culturale ed economico della nostra Bologna metropolitana.  È importante perseguire la diffusione e la valorizzazione di iniziative e progetti condivisi per promuovere la pratica dell'attività motoria e sportiva di base nei confronti dei diversi target già coinvolti, bambini, giovani, anziani, persone fragili, nell'ottica del miglioramento della salute e della qualità della vita, della socializzazione e del benessere di comunità, con maggiore attenzione a quelle fasce di popolazione che non si avvicinano allo sport per difficoltà economiche e/o per un disagio personale, perché si sentono inadeguate. È un fenomeno sociale ed economico lo sport, di primaria importanza nella vita di una città, uno degli strumenti più efficaci per educare, formare e favorire l'integrazione e la solidarietà, in grado di guardare con attenzione a tutte le fasce di età. La promozione e il sostegno a momenti di ricerca e di confronto, di approfondimento culturale per i praticanti, per le famiglie coinvolte e per tutti i dirigenti può consentire la comprensione dell'evoluzione del cosiddetto movimento sportivo, facendo emergere il valore sociale, pedagogico e culturale dell'attività sportiva, contributo decisivo all'educazione e alla formazione dei giovani e della comunità intera, come elemento essenziale per la vita democratica, sociale e culturale di Bologna. L'attività sportiva è anche terreno di incontro tra le diverse generazioni che animano la nostra città, dove gli ultra-sessantacinquenni rappresentano un terzo della popolazione, percentuale simile alla popolazione nella fascia di età 0 - 29 anni. Si tratta di due fasi della vita in cui l'attività sportiva può risultare fondamentale per il miglioramento della condizione fisica e psicologica, praticare sport può essere così un'importante occasione di scambio inter-generazionale e di costruzione di una comunità più in salute, si deve quindi pensare ad implementare, incrementare e sviluppare progetti per riportare bambini e bambine, ragazzi e ragazze a giocare nei parchi e i cittadini in generale a riappropriarsi degli spazi pubblici per svolgere attività condivise, tanto si è fatto, tanto e bene si può ancora fare.  È poi importante perseguire la diffusione e la valorizzazione di iniziative e progetti condivisi per promuovere la pratica dell'attività motoria e sportiva di base. L'obiettivo complessivo è la qualificazione e il consolidamento delle attività di promozione culturale, nella convinzione dell'accrescimento del benessere sociale e della comunità locale. Tali attività rappresentano infatti una grande opportunità di crescita individuale ma anche occasione di socialità, favorendo lo sviluppo di relazioni e conoscenza, contribuendo quindi all'obiettivo di prevenire condizioni di isolamento e di disagio sociale. Rilevante è lo sviluppo dei rapporti con le associazioni del territorio per il coordinamento delle attività localizzate sia all'interno dei luoghi di socializzazione che negli spazi pubblici, in una logica di lavoro di rete e di valorizzazione del volontariato. L'aggregazione sociale e ricreativa, sportiva, culturale o di volontariato sociale è veicolo infatti straordinario di coesione e di crescista. Il sostegno a queste esperienze passa anche per la messa a disposizione di spazi auto-gestiti e per un riconoscimento tempestivo di autorizzazioni e permessi per le attività. I contributi alle associazioni dovranno essere sempre vincolati a progetti specifici, bene potenziare le azioni per informare tutti i cittadini sulle opportunità della pratica motoria e sportiva che il territorio offre.  Abbiamo parlato prima, lo ha detto il collega Bugani, sul fatto che tante cose belle facciamo, tante cose programmiamo e non sempre siamo bravi a comunicarle e a dirle, per lo spor vale la stessa cosa. Ci sono poi dei binomi che mi preme mettere in evidenza, che possono essere strade nuove da intraprendere, sport e salute mentale ne è un esempio, esiste una chiara connessione tra esercizio e benessere psicofisico, gli effetti positivi dell'attività fisica sulla salute si notano sul sonno, sulla salute mentale, sull'efficienza mentale, sui tempi di reazione e sulla reattività allo stress, sulla percezione dello sforzo, sul concetto di se. L'esercizio fisico porta ad un aumento del benessere psicologico e quindi anche ad un miglioramento del tono dell'umore. La relazione tra esercizio fisico e salute o psicologica è maggiore per le donne e per i greppi più anziani. È importante quindi dare visibilità alle attività che già si fanno in questo campo, iniziative sportive che molte associazioni portano avanti proprio con malati psichici. È importante farlo perché molto spesso queste associazioni portano avanti le loro attività in comuni limitrofi, mentre è bene che Bologna diventi centro anche per tali attività, fulcro, quindi è importante coordinare, un maggiore coordinamento tra le associazioni con l'aiuto anche delle Istituzioni proprio negli assessorati di riferimento, l'assessorato allo sport, con l'Assessore Lepore sensibile a questi temi, e l'assessorato dell'Assessore Zaccaria, proprio perché anche qui si parla di diritti.  Si possono creare anche momenti di giornate multi - sport magari affiancando anche a momenti di approfondimento, a convegni, per portare a conoscenza anche la cittadinanza di quello che si fa in questi ambiti, perché comunicare ciò che si fa o ciò che si vuole fare è fondamentale. In vista del 2018 si festeggerà il quarantennale della Legge Basaglia e ci saranno i mondiali di calcio della salute mentale che si terranno per la prima volta in Italia, a Roma, sarebbe quindi bello e importante costruire qui a Bologna un percorso proprio sul tema sport e salute mentale, proprio perché tante sono le associazioni che svolgono attività per i malati mentali sul nostro territorio, e bene sarebbe approfondire una tematica così importante che non riguarda solo le persone con disturbi psichici, ma riguarda le loro famiglie, le comunità e soprattutto tutta la società civile all'interno della quale queste persone vivono e devono vivere nella migliore condizione possibile, condizione sociale.  Un altro binomio che ci tengo a mettere in evidenza è quello tra sport e transessualità, perché? Perché è un tema di cui non si parla e ancora non si conosce quasi nulla. Una delle poche notizie certe è che le persone transessuali non praticano sport nelle nostre città, e più in generale non praticano sport in Italia. In Spagna è stata recentemente approvata una legge che introduce delle misure per assicurare che sia prestata attenzione ai bisogni sociali, familiari, di istruzione e di salute dei transessuali e dei giovani transgender. In una città come Bologna, capitale dei diritti, lo sottolineo, capitale dei diritti, è bene creare situazioni nelle quali si inizi a parlare di questo tema, in modo da abbattere lo stigma sulle persone transessuali e transgender e favorire il loro stare insieme nei contesti sociali della città. Sarà importante fare un buon lavoro anche sugli spazi sportivi, perché negli spazi sportivi ed è educativi è importante vengano create le condizioni per il rispetto dell'identità di genere, le condizioni affinché tutti i cittadini e tutte le cittadine di Bologna, anche coloro che si trovano in una condizione di disagio personale, sociale ed economico, siano portati ad aprirsi a questi spazi, ad accedere a questi spazi per fare sport. Si possono valutare dei criteri premianti per i gestori degli spazi, così da innescare comportamenti virtuosi, una sorta di codice etico anche per i gestori degli spazi sportivi, frutto delle tante esperienze importanti che a Bologna si sono fatte sul tema sport, "Un calcio all'omofobia", "Diritti in campo", da lì non ci si fermi solo a momenti importantissimi di sport, e magari convegni a margine altrettanto importanti, ma si continui sul percorso di creare un cosiddetto codice etico.  Bologna mira infatti a costruire una cittadinanza sportiva che è prima di tutto lo sviluppo di una cultura civica e sportiva capace di costruire uno stile di vita che superi ogni forma di pregiudizio e discriminazione, anche verso le persone LGBT, una progettualità che prenderà forma anche grazie al nuovo Assessorato alle pari opportunità e i diritti umani. Infine il giro degli impianti sportivi che tra agosto e settembre ha iniziato a fare l'Assessore Lepore, in attesa del dossier che l'Assessore presenterà nei prossimi mesi. Bene l'investimento al PalaDozza, bene l'impegnosullo Stadio Dall’Ara e la ricollocazione delle società sportive e quanto il Sindaco ha riferito, e cioè che nel patto per Bologna ci sarà spazio per gli impianti sportivi perché Bologna ne ha tanto, tanto bisogno, quindi avanti così. Infine bene l'idea di un piano strategico sullo sport da redigere con il coinvolgimento della Consulta, da poco insediata, e dei quartieri, capaci di sostenere la promozione sportiva, l'inclusione sociale, la promozione della città tramite lo sport le tema degli impianti. E allora tanto si è fatto e bene, tanto c'è ancora da fare, avanti insieme.


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