Intervento in Consiglio Comunale sulla Festa dell'Europa

Lunedì 8 maggio 2017

Bologna città europea si colora di blu!
  • Roberta Li Calzi

Intervento in Consiglio Comunale sulla Festa dell'Europa

Penso sia importante sottolineare il significato e l’importanza della Festa dell'Europa che affonda le proprie origini nel 9 maggio del 1950, quando l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman presentò la proposta di creare un'Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano, fondata sull’unione delle risorse di carbone e acciaio. 

Sabato 25 marzo è stato celebrato in Campidoglio il 60' anniversario della firma dei Trattati di Roma, atto ufficiale di avvio del processo d’integrazione europea. Era un lunedì, quel 25 marzo del 1957, quando i ministri degli esteri di cinque paesi (Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) apposero le firme sui documenti a fondamento dell’odierna Unione: il trattato costitutivo della Comunità economica europea (Cee) e quello che stabiliva la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). 

La Dichiarazione di Roma, sottoscritta in occasione del sessantesimo dai rappresentanti dei 27 Paesi che costituiscono oggi l’Unione, ribadisce il valore fondamentale dell’unità europea, la necessità dello sviluppo del mercato unico e le urgenze relative a quattro priorità da affrontare insieme: la sicurezza, la crescita, il “welfare” e la difesa. Nel sottolineare con orgoglio come l’Unione sia oggi «una grande potenza economica, con livelli di protezione sociale e welfare senza uguali nel mondo», la Dichiarazione evidenzia come essa abbia promosso il progresso economico e sociale, così come la coesione e la convergenza delle nazioni che ne fanno parte, rispettando la diversità dei sistemi nazionali e operando in base al principio di sussidiarietà, nel pieno rispetto, cioè, delle sovranità dei singoli Paesi membro nelle tematiche non specificamente comuni. Nel campo della politica estera e del commercio, infine, la Dichiarazione rilancia l’impegno per «un’Europa più forte sulla scena globale». 

Tutto questo sarà possibile solo con un’unione politica. Unione che non si realizzerà senza la riscoperta delle ragioni morali e spirituali che sono a fondamento dell’Europa unita, prima fra tutte la solidarietà. Era ben chiara nei Padri fondatori l’importanza di lavorare per un’Europa unita e aperta. Oggi si è persa la memoria di quella fatica e si discute di come lasciare fuori i c.d. "pericoli" del nostro tempo, a partire dalla lunga colonna di esseri umani in fuga da guerra, povertà, persecuzioni, che chiedono solo la possibilità di un avvenire per sé e per i propri cari, dimenticando che senza la pace e la reciproca accoglienza non si è in grado di costruire un avvenire per nessuno. 

Il futuro dell’Europa si fonda sulla memoria delle sue radici, a condizione che questa si traduca in rinnovata passione morale, sogno e impegno condivisi, attraverso la decisione e il cuore di ciascun cittadino europeo.

E allora in qualità di cittadini bolognesi ed europei è importante partecipare a questa bella iniziativa.



Gallery:



Lascia un commento: