Intervento in Consiglio nella discussione OdG Legge 194

Lunedì 15 ottobre 2018

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  • Roberta Li Calzi

Intervento in Consiglio nella discussione OdG Legge 194

Qualche tempo fa ho avuto modo di esprimere la mia opinione sul tema in questione, in un intervento di inizio seduta consiliare nel quale ho riportato anche i dati a livello nazionale.

Era il 22 maggio del 1978quando entrò in vigore la legge 194 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza".

L'I.V.G. è stata istituita per tutelare le donne rispetto alle pratiche abortive clandestine, effettuate in ambienti non idonei, con strumenti arcaici e pericolosi, da persone non qualificate, a rischio della propria vita. 

Quarant’anni dopo l’approvazione della Legge 194/78, in Italia è effettivamente garantito il diritto all’aborto?

Dalla relazione del Minister della Salute sull’attuazione della Legge 194/78 in Italia, nonostante l’aborto sia legalizzato,solo il 60% degli ospedali con reparto di ostetricia ha un servizio IVG. Questo dato, unito alla dilagante obiezione di coscienza, aggrava anno dopo anno il disservizio in molte Regioni, limitando di fatto il diritto alle scelte riproduttive e alla salute di molte donne che vivono nel nostro Paese.

I dati sono allarmanti: in Italia settentrionale vi sono 1541 ginecologi di cui il 63.9% obiettori; in Italia centrale su 688 ginecologi il 70.1% è obiettore; in Italia meridionale vi sono 838 ginecologi di cui l’83.5% obiettori; infine, nell’Italia insulare vi sono 542 ginecologi di cui il 77.7% obiettori. La Gran Bretagna registra circa il 10% di medici obiettori; in Svezia i medici obiettori addirittura non esistono; idem in Finlandia. In Germania e in Norvegia il numero di medici obiettori raggiunge, a stento, la soglia del 6%. 

Gli ultimi dati, sempre sulla stampa di ieri, ci dicono che anche nella nostra Regione, mentre calano gli aborti, il tema dei ginecologi obiettori di coscienza rimane centrale: l’ultima relazione dell’assessorato regionale alla salute, relativa ai dati del 2017, registra un 50,5% di obiettori in media da Piacenza a Rimini. Nell’azienda ospedaliero universitaria di Bologna, il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, la percentuale dei ginocologi obiettori supera l’80%, più alta persino della media nazionale.

E allora mi chiedo davvero come si possa parlare di “scelta libera e autonoma” della donna, parole che ho sentito da più voci oggi qui, quando in molte strutture del nostro Paese c’è un numero di medici non obiettori tale da non garantire sempre che quella scelta sia davvero libera e praticabile. 

In una bella intervista dal titolo “questo è un momento di regressione sui diritti e la 194 va difesa e applicata” apparsa sulla stampa di ieri, Corrado Melega, direttore della Ginecologia del Maggiore fino al 2009 ed ex Consigliere Comunale in quest’aula, dichiara che la Legge 194 è ancora validissima e che l’obiezione di coscienza venne introdotta pensando a una categoria di professionisti che si erano formati senza quella legge, ma dopo la sua approvazione si è formata una categoria di professionisti che questa legge se l’è trovata già in vigore. 

Eppure, nonostante i tanti limiti riscontrati e che ho ritenuto importante e doveroso esaminare in quest’Aula, sia in occasioni precedenti che oggi, questa normativa ha evitato aborti clandestini pericolosi per le donne e lucrativi per chi li pratica. Nonostante tutto, l'informazione e l'educazione hanno fatto diminuire il tasso di quante sono costretta a ricorrere all'IVG nel nostro Paese. 

La Legge 194 è sacrosanta, frutto di anni di lotte ed è giusto ricordare che sia stata sancita da un referendum. 

Dopo 40 anni mi pare davvero il minimo, come Donna di Sinistra, anche nel rispetto delle battaglie che tante donne, insieme agli uomini, hanno fatto ben prima di me, votare due Ordini del Giorno nel Consiglio Comunale di una città come Bologna, che sostenga i seguenti principi.

E possiamo parlare per ore del metodo, che ritengo sempre importante, dei lavori consiliari (anche a me dispiace non si sia arrivati a un OdG unico condiviso), ma penso che in questo momento storico e su temi così importanti per la vita delle donne (e non solo delle donne) non si possa che dare priorità al merito delle questioni. E il merito, oggi, in quest’Aula, sono le seguenti parole contenute nel dispositivo dei provvedimenti che avranno il mio voto favorevole:

***

Uno: Il Consiglio Comunale di Bologna:

Ribadisce

la piena condivisione della L. 194/1978 e la necessità di darne piena attuazione in tutte le sue parti nonché di rispettarla da parte di tutte le istituzioni repubblicane condannando tutte quelle pratiche contra legem che si minaccia di voler inserire; 

***

L’altro: Il Consiglio Comunale di Bologna:

Assicura
la promozione di tutte le azioni volte a dare piena attuazione alla Legge 194 in ogni sua parte, in particolare in una maggiore integrazione dei servizi socio-sanitari, in occasione del quarantesimo anno dalla sua promulgazione;
 

Esprime

Forte preoccupazione per queste due mozioni e per l’intento di ostacolare l’applicazione della legge 194 del 1978 sull’interruzione volontaria di gravidanza e l’autodeterminazione delle donne. 

Auspica

che tutte le istituzioni si impegnino, in attuazione e nel rispetto della legge 194, a non accogliere iniziative volte a contrastare il legittimo ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. 

***

Ringrazio il Capogruppo del Partito Democratico e la Presidente del Consiglio, che hanno tentato di raggiungere una mediazione sui due testi in votazione oggi. Non ci siamo riusciti. 

Il Partito Democratico che vorrei, voterebbe sì a queste parole, senza avere dubbio alcuno.

Per questo, con testa e cuore, oggi spingerò il tasto verde per entrambi gli atti di questo Consiglio.



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