Sabato 19 ottobre si svolgerà l'intitolazione del campo da calcio del centro sportivo Cavina a SERGIO GRANDI, storico Presidente del Bologna Calcio Femminile

Lunedì 6 ottobre 2019

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  • Roberta Li Calzi

Sabato 19 ottobre si svolgerà l'intitolazione del campo da calcio del centro sportivo Cavina a SERGIO GRANDI, storico Presidente del Bologna Calcio Femminile

Il Quartiere Borgo Panigale-Reno ha approvato all’unanimità un Ordine del Giorno per intitolare a Sergio Grandi, storico Presidente della squadra femminile di calcio della nostra città, scomparso nel gennaio del 2017, il campo da calcio del centro sportivo Cavina.

Ringrazio il Presidente Vincenzo Naldi e l'Assessore Matteo Lepore per aver accolto la proposta di ricordare una persona che ha fatto tanto per lo sport bolognese, nel campo dove ha sempre giocato il Bologna Calcio Femminile.

Sergio Grandi, dalla prima metà degli anni ‘60, ha investito energie e risorse per creare una squadra di Bologna, la sua città, che potesse militare nelle federazioni calcistiche. Nel 1968 ha rilevato il Bologna Calcio Femminile, squadra fondata qualche anno prima, vincendo subito due scudetti - nel 1968 e nel 1969 - nella categoria UISP Nazionale. Nel 1970 la squadra bolognese si è iscritta al campionato della "Federazione di Roma", la neonata FIGC, entrando subito nel gruppo delle squadre importanti, con ben due giocatrici convocate in Nazionale. Grazie al suo operato, Grandi ha permesso alle rossoblù di continuare a militare nel Campionato Nazionale di Serie A. Il Bologna Calcio Femminile si è classificato terzo in Serie A nella stagione 1974-1975 e ha giocato le ultime due stagioni (1998-1999 e 1999-2000) nella massima serie. 

Ho avuto l'onore di vestire la maglia rossoblu dai 14 anni fino ai 19, in un'avventura che ci ha portate dalla Serie C alla Serie A, per poi tornare a indossarla da “giocatrice esperta” dieci anni dopo. Non potrò mai dimenticare il mio esordio nella massima serie, carico di tutta l'emozione che può avere una sedicenne che gioca in un gruppo di adulte quando il mister le dice “scaldati che entri”. Era una domenica pomeriggio di sole, in trasferta a La Spezia, e avvenne quello che si chiama “un esordio da sogno”: la più piccola della squadra, con le gambe magre e l'entusiasmo alle stelle, che entra e segna il suo primo goal in Serie A. E l'abbraccio di tutte le compagne, per prime a corrermi incontro le più grandi, alle quali il Presidente chiedeva sempre di dare l'esempio. 

Lui, con quel carattere un po' ruvido e burbero, che urlava dalla tribuna e ogni tanto si arrabbiava, ma che chiedeva sempre a tutte le sue giocatrici di comportarsi bene, come atlete e come donne, perchè vestivamo una maglia importante e portavamo in giro per l'Italia il nome della città. 

In quella squadra ho trovato un gruppo di persone che mi hanno aiutata a crescere, tra consigli (tanti), sgridate (per fortuna poche), momenti difficili e gioie, come sempre accade nello sport.

Le stesse emozioni, che ho raccontato in prima persona, sono state vissute da tantissime ragazze, che poi sono diventate donne, nelle quali il Bologna C.F. ha lasciato un ricordo indelebile. 

Il tenace impegno e la grande passione di Sergio Grandi hanno permesso a molte giocatrici di praticare lo sport che amavano, fin da quegli anni in cui non era per niente facile per una donna giocare a calcio.

Generazioni che si sono susseguite, tra allenamenti nel campo 2 del Cavina, che un tempo non era in erba sintetica, ma l'erba non c'era proprio, d'estate duro come pietra e d'inverno pieno di fango. Quanti allenamenti al freddo e con la pioggia, fino a tarda sera, mentre dalla palestra accanto sentivamo scandire i numeri della tombola e dall'altro lato della strada arrivava l'odore di cibo della Festa dell'Unità di via Biancolelli.

Se il movimento calcistico femminile sta raggiungendo livelli sempre più alti, come ci ha dimostrato il Mondiale di Francia di quest'anno, è anche grazie a chi come Grandi si è speso per anni nella sua città e poi in giro per l'Italia, fino ad arrivare anche all'estero a cercare giocatrici che potessero portare in alto i colori rossoblu. 

“Senza la base scordatevi le altezze”, si dice. La base siamo tutte noi che abbiamo fatto del calcio la nostra passione, dedicando tanta parte del nostro tempo ad allenamenti e partite, a fronte di qualche rimborso spese di viaggio, quando c'era. E abbiamo potuto farlo grazie a Presidenti come Sergio Grandi che, con i suoi pregi e i suoi difetti, ha sempre creduto che le donne non solo potessero giocare a calcio, ma potessero anche farlo bene.

Le altezze le abbiamo viste nelle ragazze della nazionale, splendide nei gesti tecnici in campo e nelle parole a fine partita fuori dal campo, capaci di far rivivere la parte bella di questo sport, che troppo spesso in questi ultimi anni ce l'ha fatta dimenticare.

Per questo stiamo organizzando la cerimonia di intitolazione per sabato 19 ottobre, anche con la collaborazione della Polisportiva Atletico Borgo Panigale, alla presenza della moglie di Sergio Grandi, Iolanda Monari, e della figlia Federica Grandi, che per qualche anno ha voluto portare avanti l'attività della squadra in nome di suo papà. Quel pomeriggio vedrà un momento istituzionale e poi una partita tra le ex giocatrici del Bologna, per ritrovarci tutte insieme nel ricordo del Presidente e per provare a segnare qualche goal, se no poi chi lo sente dalla Tribuna!



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